Il ruolo della tecnologia, della legislazione e dell’uomo
La prevenzione dei rischi sul lavoro è un tema di forte attualità in qualsiasi settore, agricoltura compresa. I numeri parlano infatti molto chiaro: gli incidenti mortali nel settore primario si verificano con una frequenza elevata e alla loro origine vi è, nella maggior parte dei casi, il ribaltamento del trattore (oltre 140 casi registrati dall’Inail nel 2025).
Un dato allarmante, che sottolinea la necessità di dare maggiore importanza alla sicurezza nell’uso delle macchine agricole. Se infatti le case costruttrici e la tecnologia stanno già facendo la loro parte, dal punto di vista legislativo e in termini di atteggiamento assunto dagli agricoltori c’è ancora molto da fare.
Un tema su cui è assolutamente necessario mantenere i riflettori accesi, perché anche la promozione di condizioni di lavoro sicure per gli operatori contribuisce alla sostenibilità della nostra agricoltura. In altre parole, la meccanizzazione ha rivoluzionato la produttività ma ha introdotto rischi complessi, che combinano aspetti tecnici, umani e normativi.
La causa più frequente di morte durante l’esecuzione di operazioni colturali è, come già sottolineato, il ribaltamento del trattore.
L’evento può dipendere sia da condizioni di lavoro sfavorevoli (ad esempio pendenze troppo accentuate), sia da uso improprio del mezzo (carichi eccessivi o mal distribuiti, eccesso di velocità, mancata manutenzione, ecc.) sia ancora da comportamenti non corretti dell’operatore, con particolare riferimento al mancato uso di adeguati sistemi di protezione. In assenza di questi ultimi, quando il mezzo si capovolge il rischio di esito mortale è elevatissimo.
Per contenere gli effetti del ribaltamento, sono necessarie in particolare due dotazioni:
Queste dotazioni non sono richieste soltanto sui trattori di nuova produzione: l’obbligo vale anche per le macchine già in uso, quindi con applicazione retroattiva.
La revisione obbligatoria dei trattori agricoli è stata introdotta dalla modifica all’art. 111 del Codice della Strada tramite la Legge 17 dicembre 2012, n. 221 (Legge Sviluppo), che prevedeva l’emanazione di un decreto interministeriale attuativo con il quale avrebbero dovuto essere definite le modalità di revisione delle macchine agricole. Tale decreto non ha mai visto la luce, generando continue proroghe sulle scadenze.
Questa mancata chiarezza a livello legislativo è particolarmente critica in considerazione del fatto che l’età media del parco trattori in Italia supera i 25 anni. Oltre 600 trattori sarebbero privi di ROPS e di più di 1 milione privi di cintura di sicurezza.
La legge Milleproroghe 2026 prevede questi nuovi termini per l’esecuzione della revisione dei trattori:
I numeri riguardanti i decessi in agricoltura riflettono non solo vulnerabilità meccaniche ma anche dinamiche operative che amplificano il pericolo in contesti operativi particolari.
I ribaltamenti dei trattori avvengono prevalentemente su pendenze superiori al 15-20% e derivano da fattori come velocità eccessiva, ostacoli improvvisi o mancanza di protezioni strutturali. Un trattore da 100 CV, rovesciandosi lateralmente, genera forze schiaccianti che un rollbar non omologato non sempre contrasta adeguatamente, intrappolando l’operatore in esiti spesso fatali.
Parimenti critica è la manutenzione impropria: il lavoro sotto il mezzo senza martinetti certificati espone a cedimenti idraulici repentini, mentre freni usurati o gomme lisce provocano sbandate in curva.
La dimensione psicologica del lavoro agricolo incrementa i rischi legati all’uso delle macchine. L’agricoltura, caratterizzata da isolamento operativo e stress cronico da turni di lavoro prolungati, genera un accumulo di stanchezza che rallenta le reazioni e induce a sottovalutare l’importanza di allacciare la cintura o controllare adeguatamente la macchina prima del suo utilizzo.
Il senso di familiarità col mezzo, ovvero una percezione di controllo superiore al reale quando si utilizzano le stesse macchine da lungo tempo, colpisce particolarmente operatori over 55, con un incremento del 40% negli incidenti rispetto alle medie anagrafiche.
Lo stress legato a variabilità climatica ed economica alimenta un circolo vizioso: ansia cronica, insonnia e burnout portano a distrazioni dalle conseguenze potenzialmente fatali di comportamenti impropri.
Leggi questo approfondimento, recentemente aggiornato dalla European Agency for Safety and Health at Work, sulle criticità psicologiche ricorrenti nel lavoro agricolo.
Una prevenzione efficace del rischio di incidente con i mezzi agricoli combina checklist operative quotidiane – verifica cinture, test freni, ecc. – con innovazioni tecnologiche come ABS specifici per terreni irregolari, telecamere 360° e sensori di pendenza/GPS.
I protocolli anti-stress includono, invece, pause brevi ogni due ore e turni di lavoro di durata adeguata.
Occorre insomma integrare la sicurezza tecnica con il benessere psicofisico. E occorre puntare moltissimo sulla formazione degli operatori, finalizzata a incrementarne la consapevolezza dei rischi generati da stanchezza, distrazione e mancato adeguamento alle normative vigenti in materia di sicurezza delle macchine agricole.
Solo in questo modo le azioni messe in campo per incrementare la sicurezza d’uso delle macchine agricole evolveranno da costo a valore strategico, contribuendo a preservare il capitale umano del settore primario italiano.
In sintesi
Il ribaltamento del trattore.
I ROPS (Roll-Over Protective Structure) e le cinture di sicurezza.
Sì, tutti. Lo prevede la Legge 17 dicembre 2012, n. 221.
Il mancato utilizzo dei sistemi di sicurezza, l’uso improprio delle macchine, la stanchezza e l’illusione di familiarità con un mezzo utilizzato da lungo tempo.
Le nostre soluzioni integrate per l’agricoltura sostenibile.
*Campi obbligatori
Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto.