Scopri i vantaggi e criticità legati all’uso del rame in agricoltura, l’andamento del mercato e la linea di prodotti Diachem basata sul Solfato Tribasico di Rame (TBCS)
Il rame è una colonna portante della protezione delle piante coltivate, sia in agricoltura integrata che in agricoltura biologica, grazie alla sua efficacia nel controllo di numerose malattie fungine e un’attività collaterale su malattie batteriche.
Capire come usare correttamente il rame in agricoltura è oggi fondamentale per coniugare efficacia fitosanitaria e sostenibilità ambientale. Nonostante i limiti normativi e le preoccupazioni ambientali, infatti, ad oggi è impossibile sostituire il rame: allo stato attuale delle conoscenze, non esistono altre sostanze attive alternative in grado di offrire gli stessi vantaggi.
La pluriennale esperienza di Diachem dimostra che il sale rameico in grado di realizzare il miglior compromesso tra prontezza, persistenza d’azione e selettività sulle colture è il Solfato Tribasico di Rame (o TBCS dall’inglese TriBasic Copper Sulphate). Per questo è stata creata un’intera linea di prodotti che lo contengono, come il King 360 HP e il Kop-Twin, in grado di coniugare prontezza ed efficacia.
AGGIORNAMENTI DAL MINISTERO DELLA SALUTE In data 19 febbraio 2026 il Ministero della Salute ha pubblicato nel proprio portale un comunicato contenente le disposizioni applicative sui composti del rame a seguito della proroga dell’approvazione della sostanza attiva al 30 giugno 2029. ll comunicato integra quelli precedenti del 31 gennaio 2019 e del 7 marzo 2019 che hanno portato all’inserimento nell’etichetta di tutti i prodotti contenenti composti del rame la frase: “Al fine di ridurre al minimo il potenziale accumulo nel suolo e l’esposizione per gli organismi non bersaglio, tenendo conto al contempo delle condizioni agroclimatiche, non superare l’applicazione cumulativa di 28 kg di rame per ettaro nell’arco di 7 anni. Si raccomanda di rispettare il quantitativo applicato medio di 4 kg di rame per ettaro all’anno”. Il Comunicato ministeriale chiarisce che fino alla nuova data di scadenza prevista per i prodotti fitosanitari contenenti composti del rame, o comunque fino al rinnovo dell’approvazione della sostanza attiva, laddove questo dovesse avvenire prima del 30 giugno 2029, il calcolo del quantitativo di rame applicabile nel 2026 e negli anni a seguire si effettua tendendo in considerazione i quantitativi applicati negli ultimi 7 anni, con un calcolo a ritroso a partire dall’anno in corso.
In sintesi
Il rame è una colonna portante della protezione delle piante coltivate, sia nell’agricoltura integrata che in agricoltura biologica, grazie alla sua efficacia nel controllo di numerose malattie fungine e un’attività collaterale su malattie batteriche.
Tutti i prodotti a base di rame impiegati in agricoltura (Idrossido di rame, Ossicloruro di rame, Ossido rameoso, Poltiglia bordolese e Solfato tribasico di rame) devono la loro efficacia allo ione Cu2+, che ha effetto tossico sulle spore di numerosi funghi fitopatogeni.
Il rame ha un ampio spettro d’azione su varie malattie fungine e batteriche; inoltre annulla il rischio di insorgenza di resistenze, grazie alla sua azione non specifica (multisito) a livello della membrana cellulare e all’interno della cellula.
Essendo “conteso” tra settori produttivi diversi, la richiesta di rame è incrementata molto generando un’impennata dei prezzi, aumentati di oltre il 30% nel 2025, con un massimo storico a dicembre.
Il rame può accumularsi nei terreni coltivati, esplicare effetti tossici sulla microfauna del suolo, pertanto ridurne la biodiversità.
Le nostre soluzioni integrate per l’agricoltura sostenibile.
*Campi obbligatori
Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto.