Proteggere l’oliveto dall’occhio di pavone: strategie integrate

L’occhio di pavone (classificato scientificamente come Venturia oleaginea e precedentemente noto come Spilocaea oleagina) rappresenta la patologia fungina più diffusa e rilevante nell’olivicoltura.

Questo fungo ascomicete colpisce prevalentemente l’apparato fogliare, sebbene in determinate condizioni possa estendersi ai peduncoli dei frutti e, più raramente, alle drupe stesse.

La malattia è capillarmente presente in tutti gli areali olivicoli italiani, dal Nord al Sud, poiché il suo sviluppo è strettamente condizionato da fattori ambientali specifici: la sua comparsa e diffusione sono legate essenzialmente a elevati tassi di umidità e alla persistenza delle precipitazioni.

occhio di pavone su olivo

Come si diffonde l’occhio di pavone?

La diffusione del patogeno è legata alle condizioni climatiche: l’infezione avviene principalmente sulle foglie e richiede una bagnatura fogliare prolungata per almeno 68 ore. Di conseguenza, i periodi di maggior rischio sono la primavera e l’inverno, quando le piogge e l’umidità persistente favoriscono l’attività del fungo.

Strategie di difesa: cura e prevenzione

La gestione dell’occhio di pavone si basa su un approccio prevalentemente preventivo, mirato a contenere il potenziale di inoculo e a limitare le condizioni favorevoli allo sviluppo del fungo.

  • Interventi Rameici: Il rame rappresenta lo standard di riferimento per la protezione della chioma. Per una difesa efficace, si consigliano solitamente due interventi strategici all’anno:
    • Inizio primavera (Marzo/Aprile): in fase di prefioritura, per proteggere la nuova vegetazione.
    • Autunno (Settembre/Ottobre): per ridurre la carica fungina prima del riposo vegetativo e proteggere le ferite post-raccolta.
  • Pratiche Agronomiche e Potatura: Una corretta potatura di riforma è essenziale per favorire il passaggio d’aria e la penetrazione della luce all’interno della chioma. Arieggiando la struttura della pianta, si riduce drasticamente il ristagno di umidità, creando un microclima sfavorevole alla germinazione delle spore.
  • Nutrizione Equilibrata: La gestione del vigore vegetativo gioca un ruolo cruciale nella prevenzione. È fondamentale evitare eccessi di concimazione azotata, che possono causare un intenerimento dei tessuti fogliari, rendendoli molto più vulnerabili alla penetrazione del patogeno.

Prodotti per combattere
l’occhio di pavone su olivo

Esplora la nostra gamma di prodotti specifici per la difesa del pomodoro, studiati per garantire piante sane e raccolti di qualità. 

Soluzioni efficaci e pratiche, pensate per offrire:

  • Formule mirate
  • Facilità di applicazione
  • Risultati concreti
Catalogo fungicidi

Fungicidi

KING 360 HP

Anticrittogamico a base di solfato tribasico di rame.

Fungicidi

KOP – TWIN

Anticrittogamico a base di rame sottoforma di solfato tribasico e idrossido in sospens...

Fungicidi

IDRORAME 193

Anticrittogamico a base di solfato tribasico di rame. RAME (MoA: M, FRAC code M01)

Approfondimenti

Approfondisci con i nostri articoli correlati.
Scopri insight, consigli e novità dal mondo Diachem.

Olive o olive verdi.

8 Mar | Approfondimenti tecnici

Difendere e nutrire l’olivo

Leggi di più
olivo

27 Gen | Gaia Blog

La coltivazione dell’olivo nell’era dei cambiamenti climatici

Leggi di più
Diachem

DIACHEM RISPONDE

Le nostre FAQ sono pensate per offrirti risposte rapide e chiare su prodotti, servizi e assistenza Diachem. Troverai informazioni utili per supportarti in ogni fase, dalla scelta all’utilizzo. Per qualsiasi dubbio aggiuntivo, il nostro team è sempre a disposizione.

I periodi critici sono la primavera e l’autunno. Il fungo prospera con temperature miti (tra i 10°C e i 25°C) e, soprattutto, con un’elevata umidità relativa. Piogge prolungate, nebbie persistenti e rugiade mattutine sono i fattori scatenanti che permettono alle spore di germinare e penetrare nei tessuti fogliari.

Assolutamente sì. La massiccia defogliazione causata dal fungo riduce la capacità fotosintetica della pianta e ne provoca l’indebolimento generale. Poiché l’olivo fruttifica sui rami dell’anno precedente, la perdita di foglie e il deperimento dei rametti portano a una scarsa differenziazione a fiore e, di conseguenza, a un drastico calo della produzione nella stagione successiva.

Il rame rimane un pilastro fondamentale della difesa per la sua azione preventiva e la capacità di indurre la caduta delle foglie già infette (azione curativa indiretta), riducendo l’inoculo nel campo. Tuttavia, nelle strategie moderne si integrano spesso fungicidi sistemici o citotropici (come le strobilurine o i triazoli), che penetrano nei tessuti e offrono una protezione più persistente, specialmente nei periodi di massima pressione della malattia.